«Il vero si accorda con il vero». La ragione (degli altri) nel pensiero islamico-ebraico

≪La verità non contraddice la verità≫. Questa frase, che si trova nel Trattato decisivo di Averroè, può essere vista come l’emblema del piano rushdiano di conciliazione tra filosofia e Legge rivelata. Il piano implica sia l’allegorizzazione dei contenuti religiosi sia il divieto di divulgare i risul...

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Bibliographic Details
Main Author: Gatti, Roberto 1951- (Author)
Format: Electronic Article
Language:Italian
Check availability: HBZ Gateway
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Published: 2023
In: Annali di scienze religiose
Year: 2023, Volume: 16, Pages: 53-78
Online Access: Volltext (lizenzpflichtig)
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Description
Summary:≪La verità non contraddice la verità≫. Questa frase, che si trova nel Trattato decisivo di Averroè, può essere vista come l’emblema del piano rushdiano di conciliazione tra filosofia e Legge rivelata. Il piano implica sia l’allegorizzazione dei contenuti religiosi sia il divieto di divulgare i risultati di tale allegorizzazione. Che tipo di accoglienza ha ricevuto questo programma rushdiano nella successiva filosofia ebraica? Oltre a mostrare altre espressioni linguistiche del progetto di conciliazione, il contributo tenta di rispondere a questa domanda, mostrando due diversi tipi di ricezione: uno moderato e l’altro più radicale (rispettivamente, Shem Tov ibn Falaquera della seconda metà del XIII sec. e Gersonide, prima meta del XIV sec.). In entrambi i casi il pensiero di Averroè sembra essersi fuso con quello di Maimonide. ≪Truth does not contradict truth≫. This phrase, found in Averroes’ Decisive Treatise, can be viewed as the emblem of the rushdian plan for conciliation between philosophy and revealed Law. The plan implies both the allegorization of religious contents and the prohibition to divulge the results of this allegorization. What kind of reception has this rushdian program received in subsequent Jewish philosophy? Besides showing other linguistic expressions of the conciliation plan, the paper attempts to answer to this question, by showing two different types of reception: one moderate and the other more radical (respectively, Shem Tov ibn Falaquera of the second half of the XIIIc. and Gersonides, first half of the XIVc.). In both cases Averroes’ thought appears to have been blended with Maimonides’ one.
ISSN:2294-8775
Contains:Enthalten in: Annali di scienze religiose
Persistent identifiers:DOI: 10.1484/J.ASR.5.136984